È il 24 dicembre del 1926, la notte della Vigilia di Natale; il
piazzale antistante al Duomo di Milano è imbiancato da una fitta coltre di
neve.
Da lontano si sentono i passi veloci di un uomo sulla trentina
che, stringendosi nel suo cappotto di lana marrone, sfida la notte e il freddo perché
c'è bisogno di lui.
"Presto
dottore"- lo esorta un uomo, che è andato a bussargli nel cuore della
notte -"mia moglie sta male, sta
perdendo tanto sangue, la prego corra!".
Vittorio Formentano, ematologo fiorentino,
figlio di magistrato, uno dei pochi ematologi dell'epoca quando arriva entra in
casa di quell’operaio sente le urla di una donna provenire dalla stanza
adiacente.
Si toglie velocemente il soprabito e il
cappello e si dirige nella stanza.
Sdraiata in terra c'è una donna illuminata
dalla sola luce di una candela. Accanto a lei un’altra donna anziana, che stringe
in mano delle asciugamani.
I capelli corvini lunghi, madidi di
sudore, le scendono lungo il petto e i suoi occhi azzurri sono coperti da
lacrime che le rigano le guance rosse.
Sta per partorire, ma Vittorio capisce
immediatamente dalla quantità di sangue che è sparsa sul pavimento che senza
una trasfusione di sangue non c’è modo di salvarla.
"Dottore la prego! Lei
deve salvarla!" - urla il marito della donna accarezzandole i capelli
e supplicandolo.
Trovare del sangue, a quell'ora della
notte è impossibile, con quali soldi? Esistevano al tempo solo datori a
pagamento, profumato pagamento. Il "cachet" si aggirava intorno a
8-900 lire dell'epoca. Mica poco, se con uno stipendio di sole 1000 lire
al mese ci si considerava già ricchi.
Poco dopo le urla della donna si spengono, sostituite da quelle
della sua bambina, in piena salute.
Vittorio osserva l'uomo che invoca più
volte il nome della moglie invano, accarezzandole il volto esanime e non
prestando alcuna attenzione alla bambina che intanto si è placata tra le
braccia dell'ostetrica.
Quella notte, assieme a quella bimba
nacque un'idea. O, meglio, un ideale.
Formentano a pochi mesi di distanza
pubblico sul "Secolo Sera"
pubblica un annuncio economico a pagamento: si cercano "DONATORI
VOLONTARI DI SANGUE".
Rispondono in 17 a quell'annuncio: 16
uomini e una donna.
Nel 1927 Vittorio Formentano fonda l'
Associazione Volontari Italiani del Sangue, che si costituisce ufficialmente
dal 1946.
Oggi AVIS è uno dei garanti del sangue in
Italia poiché rappresenta chi mette a disposizione la materia prima base del
funzionamento e l'autosufficienza del sistema trasfusionale nazionale. Inoltre,
riafferma la centralità e il ruolo attivo del donatore nel "sistema
sangue" e si fa promotrice di una nuova cultura della donazione e del
volontariato e di una moderna ed efficiente gestione della politica
trasfusionale.
Nella Giornata Mondiale della Donazione del Sangue il Comitato
UNORA si fa promotore di un messaggio: Donare il sangue è importante. DONA E
FAI DONARE!
(racconto liberamente tratto dal seguente articolo)

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