Le ONP aderenti

venerdì 14 giugno 2013

C'era una volta un medico...uno di quelli veri.

È il 24 dicembre del 1926, la notte della Vigilia di Natale; il piazzale antistante al Duomo di Milano è imbiancato da una fitta coltre di neve. 
Da lontano si sentono i passi veloci di un uomo sulla trentina che, stringendosi nel suo cappotto di lana marrone, sfida la notte e il freddo perché c'è bisogno di lui.
"Presto dottore"- lo esorta un uomo, che è andato a bussargli nel cuore della notte -"mia moglie sta male, sta perdendo tanto sangue, la prego corra!".
Vittorio Formentano, ematologo fiorentino, figlio di magistrato, uno dei pochi ematologi dell'epoca quando arriva entra in casa di quell’operaio sente le urla di una donna provenire dalla stanza adiacente.
Si toglie velocemente il soprabito e il cappello e si dirige nella stanza.
Sdraiata in terra c'è una donna illuminata dalla sola luce di una candela. Accanto a lei un’altra donna anziana, che stringe in mano delle asciugamani.
I capelli corvini lunghi, madidi di sudore, le scendono lungo il petto e i suoi occhi azzurri sono coperti da lacrime che le rigano le guance rosse.
Sta per partorire, ma Vittorio capisce immediatamente dalla quantità di sangue che è sparsa sul pavimento che senza una trasfusione di sangue non c’è modo di salvarla.
"Dottore la prego! Lei deve salvarla!" - urla il marito della donna accarezzandole i capelli e supplicandolo.
Trovare del sangue, a quell'ora della notte è impossibile, con quali soldi? Esistevano al tempo solo datori a pagamento, profumato pagamento. Il "cachet" si aggirava intorno a 8-900 lire dell'epoca.  Mica poco, se con uno stipendio di sole 1000 lire al mese ci si considerava già ricchi.
Poco dopo le urla della donna si spengono, sostituite da quelle della sua bambina, in piena salute.
Vittorio osserva l'uomo che invoca più volte il nome della moglie invano, accarezzandole il volto esanime e non prestando alcuna attenzione alla bambina che intanto si è placata tra le braccia dell'ostetrica.

Quella notte, assieme a quella bimba nacque un'idea. O, meglio, un ideale. 

Formentano a pochi mesi di distanza pubblico sul "Secolo Sera"  pubblica un annuncio economico a pagamento: si cercano "DONATORI VOLONTARI DI SANGUE".
Rispondono in 17 a quell'annuncio: 16 uomini e una donna.
Nel 1927 Vittorio Formentano fonda l' Associazione Volontari Italiani del Sangue, che si costituisce ufficialmente dal 1946.

Oggi AVIS è uno dei garanti del sangue in Italia poiché rappresenta chi mette a disposizione la materia prima base del funzionamento e l'autosufficienza del sistema trasfusionale nazionale. Inoltre, riafferma la centralità e il ruolo attivo del donatore nel "sistema sangue" e si fa promotrice di una nuova cultura della donazione e del volontariato e di una moderna ed efficiente gestione della politica trasfusionale.

Nella Giornata Mondiale della Donazione del Sangue il Comitato UNORA si fa promotore di un messaggio: Donare il sangue è importante. DONA E FAI DONARE!



(racconto liberamente tratto dal seguente articolo)





Nessun commento:

Posta un commento